Estratto pag.9 da "La fabbrica e la Comunità" Adriano Olivetti 1956

                                                       COME NASCE UN'IDEA

Perché non si unificava? Perché non si poteva creare una nuova unità che assumesse e comprendesse organicamente i poteri di un Prefetto,l'influenza di un deputato, il prestigio di un Senatore, la forza e l'indirizzo dei partiti, lademocratica figura del Sindaco e della Giunta, la volontà di difesa dei Sindacati, la potenza economica efinanziaria delle fabbriche?


                                                    IL MOVIMENTO PMI

                                        "FABBRICA E SOCIETA"

                                                   nel terzo millenio

                  PROPOSTA PER UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO IN ITALIA

Sul piano economico, la proposta che seguirà nasce dall'esperienza vissuta nell'ultimo secolo dagli uomini impegnati nel mondo della produzione industriale, artigiana, agricola e commerciale e si bassa su due fattori determinanti il primo la constatazione che l'era industriale della produzione manifatturiera della fabbrica sta passando tutta ad un sistema produttivo basato sulla automazione robotizzata e l'arrivo dei primi umanoidi nei paesi ricchi a scapito della manualità affidata ai paesi poveri e il secondo che nei paesi ricchi si dovrà adottare un nuovo welfare che premi la qualità e il rispetto del lavoro e delle persone che lo circonda creando una nuova forma di economia basata sulla responsabilità del singolo nei confronti della sua impresae della sua famiglia.


L'ITALIA, paese di altissimo livello culturale, presente in Europa come macro-regione deve prevedere un assetto economico-sociale basato su un rinnovamento che vede al centro una capitale, dei comuni e le imprese private che sostengono l'economia e la vita delle comunità intorno a loro scrivendo nuove regole di impresa e nuove regole amministrative di stato, una nuova costituzione con regole di alvaguardia della macro-regione-europea denominata ITALIA, la trasformazione delle regioni attuali in soli 5 lands, con un piccolo parlamento rappresentante dei territori, 5 presidenti e massimo 50 consiglieri, per salvaguardia dei nostri valori storico-culturali di più di 2000 anni.

La proposta è di fondare il mondo produttivo su imprese denominate SIA (società italiane autofinanziate) e 12 imprese di stato per i settori strategici (TURISMO, AGRICOLTURA, AMBIENTE, RICERCA, UNIVERSITA', CULTURA, etc.) con il solo scopo di promuovere il Made in ITALY nel mondo e per essere solo la rappresentanza di una rete delle medie imprese italiane, per dare garanzie e per sottoscrivere contratti internazionali. Le imprese di stato dovrebbero coincidere con i futuri Ministeri. Mentre quindi da un lato il Movimento postula per gli uomini e le donne il controllo effettivo delle loro fabbriche ed aziende agricole, si preoccupa dall'altro lato di radicare il più possibile fabbriche e aziende nella vita dei Comuni chiamando a partecipare alla attività politica e amministrativa degli stessi. Un modello estremamente efficiente di industria e impresa moderna, che coniuga la formazione continua delle persone con il successo individuale in una impresa che vede il trionfo del rispetto personale degli interessi condiviso con il gruppo di azionisti che costituiscono l'impresa stessa.

Come consiglia l'Europa, grande è meglio...... in rete è perfetto.